TORINO – Oltre 800 studenti delle scuole superiori piemontesi parteciperanno online domani alla tappa conclusiva di Economi@scuola, la linea didattica che la FEduF, Fondazione per l’Educazione finanziaria e al Risparmio (costituita dall’ABI) ha proposto nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT, con l’obiettivo di diffondere tra i bambini e i giovani un approccio valoriale all’uso del denaro basato su responsabilità e legalità e una maggiore diffusione di conoscenze e competenze economiche di base.
Il progetto Diderot della Fondazione CRT, infatti, offre agli studenti di tutti gli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta l’opportunità di approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative e di avvicinarsi a discipline che esulano dallo stretto ambito curriculare: dall’arte alla matematica, dall’economia al computing, dall’inglese all’arte contemporanea, dal giornalismo all’opera lirica, dagli stili di vita alla prevenzione delle dipendenze.
Il recente rapporto PISA (Programme for International Student Assessment) promosso dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), boccia gli studenti italiani che, anche nell’ultima rilevazione, hanno mostrato vistose lacune nella conoscenza di concetti finanziari.
L’indagine evidenzia come i quindicenni italiani abbiano scarsa conoscenza e comprensione dei rischi finanziari e poche competenze per prendere decisioni efficaci nella vita di tutti i giorni. I nostri studenti sono sotto la media, avendo conseguito un punteggio medio di 474 punti contro 505 che costituisce la media OCSE.
La percentuale di studenti in grado di risolvere i problemi più difficili è meno della metà di quella registrata a livello medio OCSE (4,5% vs 10,5%). La cosa ancor più preoccupante è, però, che circa il 20% non possiede le competenze minime necessarie per poter prendere decisioni finanziarie responsabili e ben informate.
“L’educazione finanziaria è un seme che va coltivato sin dai primi anni: contribuisce a realizzarci come persone libere, responsabili, consapevoli e soprattutto ci aiuta a misurarci con i rischi e le difficoltà economiche che un’emergenza come quella che stiamo vivendo porta con sé – sostiene il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia – Fondazione CRT, con il progetto Diderot, fornisce agli studenti, con attività che proseguono in modalità digitale, utili competenze di ‘cittadinanza’ economica proprio per evitare che nozioni basilari per la vita di ciascuno siano lasciate alla buona volontà di apprendimento dei singoli, con i rischi dovuti alla crescita della complessità, della disinformazione, della manipolazione”.
“Dalla fotografia scattata dal report PISA si nota anche che i ragazzi più bravi nell’affrontare le tematiche finanziarie più complesse sono quelli che risiedono al Nord, in particolare nell’area del Nord Ovest dove l’85% degli studenti raggiunge almeno il Livello 2 – ha commentato Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale della FEduF – Grazie al sostegno del Progetto Diderot della Fondazione CRT abbiamo offerto ai giovani piemontesi un’opportunità importante di sviluppo delle proprie competenze di cittadinanza economica proponendo strumenti concreti per imparare ad avvicinarsi all’uso consapevole del denaro.”
Nell’ultima edizione del Progetto Diderot, il programma Economi@scuola della FEduF è stato reso fruibile sia online che offline a 7.127 studenti piemontesi di 359 classi e 91 scuole primarie e secondarie di I e II grado distribuite nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli e Aosta. Tra novembre e febbraio sono stati organizzati 34 incontri territoriali in plenaria condotti da un esperto della FEduF, ai quali hanno partecipato oltre 1.200 studenti. A partire dal mese di aprile, a supporto della didattica digitale, sono state organizzate 10 lezioni online a cui hanno partecipato circa 200 studenti. In queste occasioni i ragazzi hanno potuto avvicinarsi al tema del denaro nella sua dimensione di strumento di benessere individuale e collettivo, collegandolo al processo guadagno-spesa, con una forte attenzione alla legalità, all’etica, alla sostenibilità e alla lotta agli sprechi.