MILANO – Tante le aziende di moda e accessori si sono mostrate in prima linea ad affrontare questa emergenza, tra queste anche Ciak Roncato.
La storica azienda veneta specializzata in linee innovative e dinamiche di articoli da viaggio, ha deciso infatti di riconvertire parte dei propri impianti produttivi per fornire elementi necessari a sostegno della situazione attuale, come visiere e barriere divisorie, e lo ha fatto grazie ad un importante contributo di medici specialisti che hanno messo a punto e testato i dispositivi.
Regolabili e multiuso, le visiere Ciak Roncato sono realizzate con materiale plastico gommato adoperato solitamente per la produzione di una linea di borse e zaini.
Utilizzabili in ospedale, in ambienti domestici, lavorativi e luoghi pubblichi hanno la primaria funzione di proteggere da liquidi, sono indossabili con gli occhiali da vista e impediscono a chi le indossa di toccarsi anche involontariamente bocca e naso.
Una preproduzione sarà destinata ad infermieri e operatori sanitari Covid degli ospedali di Mestre e di Vicenza. Le visiere saranno in vendita nei negozi aziendali di Brescia, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso e nel sito ciakroncato.com per consentirne l’uso anche ad un’utenza privata. Le visiere sono in fase di certificazione affinchè diventino DPI per poter essere distribuiti nella sanità.
Per rispondere ad un’esigenza attuale e urgente, l’azienda veneta è impegnata anche nella produzione di barriere divisorie realizzate con un materiale plexiglass riciclato dalla fornitura dei classici espositori nei negozi.
I destinatari saranno altre imprese, studi e uffici del territorio veneto che dovranno continuare la loro attività con nuove restrizioni e misure di sicurezza.
“Siamo molto orgogliosi di poter mettere a disposizione la nostra filiera produttiva e il nostro know-how per far fronte in modo veloce a questa grande emergenza – dichiara Federica Roncato Marketing Manager di Ciak Roncato. Siamo convinti che nei momenti più difficili l’arma vincente sia il potere della collaborazione e della condivisione, senza confini geografici”.